Il TGP SPAZIO LAB nasce con lo scopo di far divenire il teatro un luogo fisico privilegiato in cui giocare e divertirsi, conoscere e conoscersi e dove poter sperimentare i vari strumenti della recitazione fino ad arrivare alla creazione di un testo originale da drammatizzare e portare in scena sul palco del Teatro della Città di Saronno. Continua a leggere
Tag Archivio per: immaginazioni
Caro Spettatore,
Sei pronto per la nuova Stagione Teatrale?
Da mercoledì 4 settembre riapre la biglietteria del Teatro Giuditta Pasta.
Ci troverai il mercoledì e il sabato dalle 9.30 alle 12.30 e il giovedì dalle 15.00 alle 18.00. Continua a leggere
Agosto sta volgendo al termine, l’estate sta finendo e al Teatro Giuditta Pasta fervono i preparativi per l’apertura della Stagione 2024|25 Immaginazioni con la Direzione Artistica di Andrea Chiodi.
Dallo show alla musica, dalla prosa classica alla prosa contemporanea, dagli spettacoli per le nuove generazioni ai laboratori teatrali ecco cosa vi attende all’apertura di sipario del teatro della Città di Saronno.
Il primo appuntamento è con la risata e la spensieratezza che solo I LEGNANESI sanno trasmettere.
GUAI A CHI RUBA, in scena sabato 28 settembre alle ore 20.45 e domenica 29 settembre alle ore 16.00 c per due ore in compagnia della Teresa ( Antonio Provasio), della Mabilia ( Enrico Dalceri) e del Giovanni (Italo Giglioli). Continua a leggere
Cari spettatori,
sul palco del Teatro Giuditta Pasta si è appena conclusa la prima delle residenze teatrali che abiteranno la sala saronnese per la Stagione Teatrale 2024|25 Immaginazioni: Dialoghi delle Carmelitane da Georger Bernanos con la regia del nostro Direttore Artistico Andrea Chiodi debutterà in forma di studio giovedì 18 luglio al Festival Tra Sacro e Sacromonte XV edizione. Continua a leggere
Guidate dal Direttore Artistico della Fondazione Culturale Giuditta Pasta Andrea Chiodi diciotto attrici selezionate su scala nazionale, hanno vissuto in residenza artistica il palco della città di Saronno per portare in scena in anteprima nazionale uno spettacolo tratto da uno dei testi più interessanti di Georges Bernanos: Dialoghi delle Carmelitane. Continua a leggere
Si apre la 35° Stagione Teatrale del Giuditta Pasta, il teatro della Città di Saronno
Le IMMAGINIAZIONI del Giuditta Pasta spaziano tra ospitalità e residenze, tra anteprime e debutti nazionali, tra incontri oltre il sipario e momenti di formazione
«Immaginazioni: “Libere e astratte riproduzione o elaborazione di dati sperimentali o fantastici”.
Così definiva l’Ariosto la riproduzione della realtà. Ed ecco che l’immaginazione si declina, per la nostra stagione – la mia seconda da Direttore Artistico al Giuditta Pasta – al plurale. Al plurale perché tante sono le visioni della realtà che il teatro ci permette di immaginare».
Andrea Chiodi – Direttore Artistico Teatro Giuditta Pasta Continua a leggere
Tag Archivio per: immaginazioni
“Di precise parole si vive, e di grande teatro” (Ivano Fossati, Discanto)
Succede con i grandi autori, forse soprattutto con Shakespeare: i loro testi, le loro storie, i loro personaggi sono, letteralmente, immortali. Continuano a parlarci, a stupirci, a incantarci; a volte ci aiutano perfino a capire chi siamo, cosa ci sta succedendo adesso.
E quando incontri una di queste storie perfette in genere te ne innamori, e soprattutto ti rendi conto che non avrebbe alcun senso provare a inventarne un’altra per dire le stesse cose, ma che è lecito, forse perfino doveroso, continuare a raccontare quella. Precisamente quella.
È quello che è successo a Gabriele Vacis e a me, e non una volta sola.
È quello che ci ha entusiasmati a tal punto da pensare di riportare in scena, dopo 24 anni, il nostro Otello, preservando intatta la sostanza narrativa (Shakespeare) ma intervenendo e modificando quelle parti in cui l’attualità o, meglio, la contemporaneità, richiedevano un aggiornamento. Quelle parti in cui lo stesso Bardo si divertiva a inserire allusioni e citazioni per noi incomprensibili (chi mai sarà quel “Signor Angelo” che condiziona perfino il Doge?), ma che sicuramente per gli spettatori dell’epoca erano chiarissime, e probabilmente molto divertenti.
Se poi ci aggiungiamo una trama folgorante, il cui riassunto potrebbe sembrare una notizia di cronaca di oggi (un lavoratore straniero altamente qualificato, un matrimonio misto, una manipolazione meschina e abilissima, un uso doloso e spregiudicato del linguaggio, un femminicidio con successivo suicidio del colpevole), allora ci rendiamo conto di quanto bisogno abbiamo di continuare a raccontare e ascoltare questa storia.
Precisamente questa.
Lella Costa
NOTE DI REGIA
Ho sempre pensato che Otello fosse la tragedia dell’uccidere per amore. Se il Moro soffocasse Desdemona perché la odia non ci sarebbe dramma. Invece, che Otello ammazza la sua donna perché la ama, continuiamo a raccontarcelo dopo quattro secoli. È così, no? La tragedia si annida nel contrasto, nella contraddizione inconciliabile.
Bene: ho appena espresso una stupidaggine.
Sì, perché oggi sappiamo che quello non è amore. Non c’è mai amore quando c’è violenza e sopraffazione. E questo ce l’hanno insegnato le donne. Le più giovani in modo molto risoluto. Quello che ho enunciato, che Otello uccide Desdemona per amore, è un principio patriarcale. Proprio patriarcale, attenzione, non maschilista. Il maschilismo è un modo di comportarsi: quando mi accorgo, o mi costringono a prendere atto che è sbagliato, la smetto. E’ come fumare, lo so che fa male, però quando comincia a prendermi una qualche cardiopatia, smetto. Certo ci sono i recidivi, però anche loro lo sanno che stanno facendo una cosa sbagliata, anche se magari lo negano o lo giustificano con qualche ostentazione di libertà o pretesa di scorrettezza politica. Il patriarcato no. Non è che possiamo scegliere se essere o non essere patriarcali. Il patriarcato ce l’abbiamo dentro, in profondità, perché comincia da Zeus che si prende tutte le donne che gli piacciono, volenti o nolenti. Perché tutta la cultura occidentale, lo stesso continente in cui viviamo prende il nome da una ragazza, Europa, rapita dal patriarca per eccellenza, Zeus, appunto. E poi ci sono i patriarchi della Bibbia, l’altra colonna della nostra cultura, che non è che trattino le donne con grandi riguardi. Dev’essere per questo che tanti maschi sono disposti a riconoscersi maschilisti, perché da quello si può guarire, ma appena pronunci la parola patriarcato partono con infinite ed eruditissime contestazioni antropologiche, storiche, sociali il e chi più ne ha più ne metta.
Raccontare l’Otello con Lella Costa significa provare a capire cosa possiamo fare, noi maschi, per emanciparci dall’umiliante condizione di oppressori a cui siamo condannati dalla storia.
Me li vedo già, anche certi amici miei a pensare: ecco il solito maschio pentito che vuole autoflagellarsi e vai col tango… queste, ormai, sono le parole dell’arroganza maschile, sono le parole di chi insulta il padre di Giulia Cecchettin mentre cerca le parole per liberarci dalla prigione del patriarcato. Perché prima di tutto si tratta di trovare le parole, precise parole che ci aprano alla comprensione di tutti gli Otelli vittime di sé stessi prima ancora che dei tanti Iago che ci ammorbano, ma soprattutto precise parole che ci aiutino a comprendere la tragedia vera di Desdemona, che si annida nel profondo delle anime.
Gabriele Vacis
SPETTACOLO
venerdì 11 aprile 2025 | ore 20.45
CREDITI
OTELLO – di precise parole si vive
drammaturgia di Lella Costa e Gabriele Vacis
scenofonia di Roberto Tarasco
scene di Lucio Diana
regia di GABRIELE VACIS
Produzione Teatro Carcano
Distribuzione Mismaonda
INFO
Spettacolo inserito nella rassegna Prosa classica in sostituzione de “Il cacciatore di nazisti” con Remo Girone
Spettacolo inseribile negli abbonamenti Season Pass e Gift Card
Allora faccio l’unica cosa che so fare.
Prendo mia moglie e le dico:
Amore, è venuto il momento di fare una cosa.
– Un figlio? mi dice lei.
Un figlio?! Ma ti va di scherzare?
Un figlio produce 58,6 tonnellate di CO2 in un anno.
No. Dobbiamo fare uno spettacolo teatrale.
– Un altro?!?
Uno studio della Royal Society ha stabilito che 20 GRAMMI è il peso dell’anidride carbonica prodotta da una singola mail.
Ci siamo ispirati a questo dato per riflettere sull’idea che tutte le azioni che noi facciamo hanno un impatto ambientale. Ognuno di noi, in modi e tempi diversi, sta contribuendo ad accelerare irreversibilmente la crisi climatica.
Cosa posso fare come individuo? Posso fare qualcosa? Posso cambiare la situazione? O è troppo tardi?
Rivolgendo queste domande a chi ne sa più di noi la risposta è quasi sempre la stessa: “Smettetela di essere un individuo. Smettetela di essere soli contro tutto, iniziate a pensarvi come una comunità, iniziate ad agire come parte di una comunità!” Come a teatro.
Non è troppo tardi. Bisogna cambiare la narrazione. Del clima e, perché no, anche del nostro fare teatro.
Lo spettacolo si articola in due grandi temi: come si racconta una crisi climatica?
Il primo tema è di tipo drammaturgico. Un’esplorazione “autobiografica” attraverso vari tipi di racconto per capire assieme qual è il migliore possibile, quello in grado di generare un cambiamento non solo in chi lo fa ma anche chi lo ascolta.
Il primo obiettivo è quindi cambiare la narrazione per cambiare l’azione. – come fare a coinvolgere un pubblico?
Il secondo tema è di tipo relazionale nei confronti di una platea. Una serie di tentativi per coinvolgere il pubblico e rievocare la sensazione di comunità.
Il teatro è, secondo la più classica delle metafore, esempio di mondo in miniatura, dove le scelte che noi facciamo in comunità spostano equilibri, sul palcoscenico come nella vita reale.
NICOLA CIAFFONI, attore e ideatore del progetto
“Se c’è una cosa che ho capito del problema del cambiamento climatico è che da solo non sono in grado di cambiare nulla. Subito dopo aver realizzato questo ho pensato che la stessa cosa vale per il teatro.”
GIOIA BATTISTA, drammaturga e scrittrice
“Ad ogni nostra azione corrisponde una reazione, mentre scrivo, mentre penso, mentre respiro, mentre vivo. Anche tutto quello che non faccio. Anche non fare niente, stare chiusa al buio in una stanza, senza muovermi, senza consumare, senza pensare. Il mondo va a rotoli anche senza di me, e vorrei fermarlo, riavvolgerlo, come le vecchie VHS, e penso agli scheletri di plastica nei mari, alle tonnellate di spazzatura sottoterra, alle polveri che si alzano nell’aria ogni giorno. Scrivo e tutto quello che scrivo mi sembra già visto, già detto, una valanga di parole che anticipa ma che non previene, la valanga che sta per abbattersi su tutti noi.”
FILIPPO GIORGI, climatologo e premio Nobel per la pace 2007
“Da spettatore teatrale non ho mai amato quegli spettacoli in cui gli attori chiamano a forza noi spettatori sul palco per ‘farci fare qualcosa’, ma amerei trovarmi nella condizione in cui quello che succede su un palco mi parli così direttamente e mi coinvolga talmente tanto da portarmi a fare qualcosa, non so bene cosa, per poi vedere che la mia azione, se non solitaria, ma collettiva, ha fatto la differenza, sul palco come nella nostra vita.”
WALTER GIACOPINI, ingegnere chimico e musicista
“Mi piacerebbe partire dalla persona, dalla singola persona che spesso dice: il problema ambientale è gravissimo, è globale e io sono un microbo. È un problema distante e non immediato, sempre superato da altre priorità: la guerra, il Covid, l’inflazione… che sono cose molto più pressanti e che ci toccano molto più di quanto faccia l’aumento di un grado della temperatura globale.
Tutto questo comporta che un singolo vive una frustrazione perché si sente incapace, impotente di fronte ad un problema così grande. Portare il pubblico da microbo che si sente di non poter far nulla a attivo protagonista del cambiamento.”
SPETTACOLO per SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
Lunedì 28 aprile 2025 | ore 10.00
CREDITI
di Gioia Battista
con Nicola Ciaffoni
con la consulenza di
Filippo Giorgi – climatologo, premio Nobel
Walter Giacopini – ingegnere chimico
produzione Caraboa Teatro
Spettacolo vincitore della residenza teatrale Vandugola promossa dal Piccolo Teatro Blu di Imér (TN)
INFO E PRENOTAZIONI
Scarica il modulo di iscrizione e inoltralo compilato a educazione@teatrogiudittapasta.it
Chi era William Shakespeare? E’ veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza?
Shakespeare in persona racconta con ironia di se stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana.
Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro
debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così
come li ha concepiti.
SPETTACOLO per SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
Giovedì 10 aprile 2025 | ore 10.00
CREDITI
un progetto di Laura Pasetti
con Alessandro Guetta
regia Laura Pasetti
Spettacolo in lingua inglese
età consigliata: dai 13 anni
genere: teatro d’attore
durata 50 minuti
INFO E PRENOTAZIONI
Scarica il modulo di iscrizione e inoltralo compilato a educazione@teatrogiudittapasta.it
“Un piccolo labirinto da esplorare dentro al quale i bambini saranno accompagnati in un viaggio:
ascoltare, vedere e toccare, orientamento, equilibrio, fragilità, tenacia, resistenza, agitazione e calma.
Fino all’incontro con sé stessi e il proprio genio personale.”
Le Mille e una Notte sono lo sfondo su cui si muove il nuovo percorso di ricerca artistica per l’infanzia proposto da Anagoor. Il Genio accoglierà i bambini nell’espressione del desiderio: quel tesoro nascosto che permette di trovare dentro di sé le chiavi di accesso per la costruzione della propria identità.
Un piccolo labirinto da esplorare dentro al quale i bambini saranno accompagnati in un viaggio verso le esperienze di base: ascoltare, vedere e toccare, orientamento, equilibrio, fragilità, tenacia, resistenza, agitazione e calma. Fino all’incontro con sé stessi e il proprio genio personale.
Il labirinto è la macchina teatrale stessa. I bambini sono invitati a salire sul palco e attraverso degli step di gioco e laboratorio teatrale mettono in scena, dal vivo e nell’immediatezza delle azioni e delle reazioni, un vero e proprio viaggio teatrale. Gli adulti non hanno accesso a questa dimensione personale, all’avventura di questa compagnia bambina. Ma possono osservare a distanza guadagnando un nuovo punto di vista.
Le pareti di questo labirinto sono sipari e tende trasparenti che rendono progressivamente opaco allo sguardo ciò che si cela al centro della scena. Ciò che si cerca a teatro è invisibile. Invisibile quanto ciò che di più importante si cerca nella vita.
SPETTACOLO per SCUOLA D’INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA
Martedì 25 e mercoledì 26 febbraio 2025 | ore 9.30, 11.30, 14.30
CREDITI
Anagoor teatro
con Piero Ramella, Marco Menegoni, Aurora Ro, Simone Derai
musiche e sound scape Mauro Martinuz costumi Serena Bussolaro
spettacolo a pubblico limitato massimo 25 partecipanti a replica (gruppo classe)
INFO E PRENOTAZIONI
educazione@teatrogiudittapasta.it
“Avete mai sentito parlare della foresta di Burzee?!”
In una foresta incantata, abitata da fate e folletti, una bellissima ninfa accoglie e si prende cura del piccolo Claus.
Nei lunghi inverni, il piccolo, si diverte ad osservare gli animali del bosco e gli abitanti della foresta, fino a quando inizia a riprodurne le loro forme nel legno e nell’argilla.
Quando scopre che uno dei suoi giochi ha contribuito a suscitare gioia nel cuore di un bambino, Claus, ormai cresciuto, decide di dedicare la sua vita a far sorridere i bambini di tutti i villaggi con i suoi semplici doni.
Ak, Signore delle Foreste che protegge i boschi e le sue creature, ci introduce in chiave fantastica la figura di Claus, meglio conosciuto come Santa Claus: scopriremo i segreti del Natale, tutti i simboli che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo – come l’albero, le calze appese, la slitta e le renne – ma soprattutto scopriremo tantissimi segreti sulla vita di Babbo Natale!
Rivivremo la magia dell’atmosfera natalizia riportandoli in una dimensione fantastica, dove il mondo naturale e quello umano sono strettamente connessi e dove sono i piccoli gesti a fare la differenza.
SPETTACOLO
mercoledì 18 dicembre 2024 | ore 10.00
CREDITI
da Vita e avventure di Babbo Natale di L. Frank Baum
Bam Bam teatro
di e con Roberto Maria Macchi
consulenza drammaturgica Lorenzo Bassotto
musiche Teresa Pallaver
INFO E PRENOTAZIONI
Scarica il modulo di iscrizione e inoltralo compilato a educazione@teatrogiudittapasta.it
Non voglio che le persone pensino che è stato possibile che i nazisti abbiano ucciso milioni di persone e poi l’abbiano fatta franca. Ma io voglio giustizia, non vendetta. Simon Wiesenthal
Il cacciatore di nazisti racconta la storia di Simon Wiesenthal, che dopo essere sopravvissuto a cinque diversi campi di sterminio dedica la sua vita a dare la caccia ai responsabili dell’Olocausto.
A cavallo tra un avvincente thriller di spionaggio e l’indagine storica, lo spettacolo è la trasposizione su palcoscenico della vita di un uomo che è stato ironicamente apostrofato il ” James Bond ebreo”.
Lo spettacolo si apre nel 2003, in quello che idealmente è l’ultimo giorno di lavoro di Wiesenthal al Centro di documentazione ebraica da lui fondato: prima di andare in pensione, l’uomo ripercorre per ellissi ed episodi emblematici 58 anni di inseguimento dei criminali di guerra nazisti, responsabili della morte di più di 11 milioni di persone, di cui 6 milioni di ebrei.
Lo spettacolo di Giorgio Gallione, basato sui libri dello stesso Wiesenthal e affidato all’interpretazione di Remo Girone, si interroga non solo sulla feroce banalità del male quanto sulla sua genesi.
Un modo per reagire a quella che Simon Wiesenthal ricorda come la più cinica delle armi psicologiche utilizzate dalle SS contro i prigionieri dei Lager: “Il mondo non vi crederà. Se anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti”.
Così Il cacciatore di nazisti diventa un tentativo epico e civile per combattere la rimozione e l’oblio.
“Non dimenticate mai, mi fido di voi!” è l’esortazione che Wiesenthal scopre nel messaggio lasciato dalla piccola Sara, protagonista di una delle tante vicende narrate nello spettacolo, e che lui stesso rivolgerà al pubblico a fine spettacolo.
SPETTACOLO
lunedì 27 gennaio | ore 20.45
CREDITI
IL CACCIATORE DI NAZISTI
OLIVER & FRIENDS srls
testo e regia Giorgio Gallione
con Remo Girone
basato sugli scritti di Simon Wiesenthal
scene e costumi Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani
progetto artistico Giorgio Gallione e Gianluca Ramazzotti
INFO
Spettacolo inserito nella rassegna Prosa classica
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Omaggio a Eleonora Duse ai 100 anni dalla morte
Manuela Kustermann è la “diva” dell’avanguardia. Negli anni Settanta la “Duse delle Cantine Off” è sui più importanti palcoscenici italiani. Non poteva che essere lei in questa sezione contemporanea a dedicare un omaggio alla grande Eleonora Duse, lei che appunto fu definita la Duse delle Cantine e quindi della ricerca teatrale e del teatro di sperimentazione e contemporaneo.
È un grande privilegio per il teatro Giuditta Pasta ospitare l’attuale direttrice del Teatro Vascello di Roma che con Giancarlo Nanni cura dal 1995, luogo riconosciuto come Centro di Ricerca, Produzione e Promozione per la Ricerca Teatrale che oggi, dopo una prematura scomparsa di Nanni, la vede sola alla guida. Quello che costruiremo come piccolo esperimento di produzione che nasce al Giuditta Pasta è un percorso attraverso le lettere tra il poeta D’annunzio e l’attrice Duse, passando anche tra alcuni dei suoi testi e poesie più importanti scritti proprio negli anni di passione tra i due. Tutto il lavoro vedrà il coinvolgimento del coro Hebel del liceo Legnani di Saronno quale ottima occasione di inclusione e partecipazione all’attività artistica da parte delle nuove generazioni. Il coro ci accompagnerà con le atmosfere delle canzoni dell’epoca.
SPETTACOLO
Martedì 25 marzo 2025 | ore 20.45
CREDITI
SOGNO DI UN MATTINO DI PRIMAVERA – D’Annunzio e la Duse con Manuela Kustermann
regia e drammaturgia di Andrea Chiodi
Coro Hebel del liceo Legnani di Saronno
direttore Raffaele Cifani
produzione a cura del Teatro Giuditta Pasta
INFO
Spettacolo inserito nella rassegna Prosa contemporanea
“Do you know Romeo & Juliet? La storia di due giovani innamorati che appartengono a due famiglie rivali?! È una storia bellissima, ma è anche una tragedia perché purtroppo… finisce molto molto male… e il fatto più tragico di tutti è che… it’s all my fault! È tutta colpa mia! Sì, mia! Del personaggio piccolissimo senza nome! Mi sono rovinato la vita per questa storia! E ho anche perso il lavoro! Yes… I lost my job! E ora mi ritrovo qui a raccontare storie e a vendere palloncini…”
È dura quando perdi il lavoro per un piccolo errore, ma sbagliare è umano e, certe volte, dalle conseguenze si possono ricavare preziosi insegnamenti. Il nostro venditore di palloncini non ha sempre fatto questo mestiere… molto tempo fa era addirittura un personaggio di Shakespeare! Un personaggio piccolissimo, ma di vitale importanza che, per un tragico errore… beh, lasciamo che sia lui a raccontarvelo!
Un venditore di palloncini racconta, a modo suo, con i mezzi a disposizione, la storia dei due innamorati più famosi del mondo: Romeo e Giulietta.
La storia è una tragedia perché, alla fine, entrambi i protagonisti muoiono e proprio per colpa del nostro amico! Lui non si dà pace… e voi, riuscirete a perdonarlo?
Lo spettacolo si pone il doppio scopo di avvicinare il giovane pubblico a Shakespeare e al Teatro. Il narratore alterna la lingua italiana a quella inglese, inserendo ogni tanto qualche frase di Shakespeare. Si tratta di uno spettacolo interattivo in cui il narratore stimola l’immaginazione degli spettatori utilizzando I palloncini come protagonisti della storia. Egli stesso interpreta i personaggi principali e coinvolge il pubblico in alcune scene. Il gioco visivo e la leggerezza della narrazione rendono la storia fruibile anche se non si dovessero comprendere tutte le parole. Il tragico finale, scritto da Shakespeare, viene raccontato con sensibilità e poesia: l’amore trionfa sempre su tutto.
SPETTACOLO
Venerdì 31 gennaio 2025 | ore 10.00
CREDITI
ROMEO IS BLUE, JULIET IS YELLOW
testo e regia Laura Pasetti
in scena Cecilia Andreasi
produzione Teatro del Buratto
spettacolo interattivo in lingua inglese e italiana
lo spettacolo è pensato per un massimo di 100 spettatori
durata dello spettacolo 45’
età consigliata
dagli 8 ai 10 anni
INFO E PRENOTAZIONI
Scarica il modulo di iscrizione e inoltralo compilato a educazione@teatrogiudittapasta.it
«…per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte».
Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale, non serve attualizzarlo, e ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive.
Per questo la storia di Achille e Patroclo; per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti.
Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare.
Ne “Le lacrime di Achille” si viaggerà nei ricordi del grande eroe Achille e del semplice ragazzo Patroclo, dalla loro infanzia a Ftia all’addestramento sul monte dei centauri, dai giorni di attesa in Aulide, sino al tempo in cui Achille sarà divorato dall’ira sotto le mura di Troia.
Vivremo la storia di Achille che sceglierà Patroclo il più esile, magrolino e invisibile tra i tanti ragazzi nobili che si allenano nel palazzo re Peleo. Giungerà il tempo del loro crescere sotto la saggia guida del maestro centauro Chirone. Incomberanno le profezie come condanna, ma anche le profezie come giustificazione per non scegliere.
Un’amicizia, un amore intenso, dall’inizio alla fine… Sarà la voce di Patroclo a guidarci, sono il suo desiderio e il suo bisogno di essere ascoltato a trovare forma, pace e a dare voce a parole che ad Achille nessuno ha mai regalato. Per raccontare chi era davvero Achille. Per dare ad entrambi una nuova voce.
SPETTACOLO
Martedì 14 gennaio 2025 | ore 10.00
CREDITI
testo e regia Renata Coluccini
con Davide Del Grosso, Giacomo Peia
costumi Caterina Berta
scene e luci Marco Zennaro
musiche Luca De Marinis
assistenti alla regia Marta Mungo, Emanuela Spadavecchia
consulenza storico-letteraria Emanuela Spadavecchia
direttore di produzione Franco Spadavecchia
produzione Teatro del Buratto
INFO E PRENOTAZIONI
Scarica il modulo di iscrizione e inoltralo compilato a educazione@teatrogiudittapasta.it
In questa storia ci sono tre fratelli nati un mattino d’estate, dopo una notte piena di lucciole.
Il destino li separerà, conducendoli per tre strade diverse. Ma darà loro tre doni – intelligenza, istinto, cuore – sufficienti per cavarsela, diventare grandi e finalmente ritrovarsi, affrontando perfino uno Stregone che può farsi grande come una montagna.
Quando la notte sarà più buia, arriveranno le lucciole ad indicare loro la strada.
E Lulù?
Lulù è lo spirito del bosco.
È tutto azzurro e blu, come il cielo, il mare e l’acqua della sorgente.
Ha gli occhi rotondi, la pancia rotonda e il cuore grande.
A Lulù piace: volare sopra al bosco, scavare gallerie, mangiare. Ma la cosa che sa fare meglio è far nascere le lucciole. Dalla sua pancia.
Tutti sanno che esiste, ma pochissimi lo hanno visto. Per vederlo bisogna essere molto fortunati.
E voi, siete fortunati?
L’incanto e la meraviglia suscitati dalle straordinarie vicende dei tre piccoli protagonisti accompagnano gli spettatori, in un crescendo di curiosità e stupore, fino all’epilogo della storia, nel quale tutto si ricompone e l’attesa viene ampiamente ripagata da un arrivo sorprendente.
Un racconto sull’irrinunciabile valore dell’intelligenza, dell’istinto e della generosità, che ci incoraggia ad avere fiducia nelle nostre qualità.
CREDITI
LULÙ
Una storia per bambine e bambini dai 4 ai 7 anni
di e con Claudio Milani
scenografie di Elisabetta Viganò, Armando Milani
musiche di Debora Chiantella, Emanuele Lo Porto, Andrea Bernasconi
luci di Fulvio Melli
consulenza per i testi di Francesca Rogari
fotografie di Paolo Luppino
consulenza elettronica di Frankenstein Garage
SPETTACOLO
Mercoledì 20 novembre 2024 | ore 10.00
in occasione della Giornata internazionale dei Diritti dell’infanzia
INFO E PRENOTAZIONI
Scarica il modulo di iscrizione e inoltralo compilato a educazione@teatrogiudittapasta.it